Acqua e Arsenico: Ecco i comuni da evitare

Acqua e Arsenico Ecco i comuni da evitarea
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La combinazione di acqua e arsenico è sicuramente una delle più pericolose in assoluto. In particolare, il livello di arsenico può superare la soglia di guardia in determinate circostanze, provocando non poche difficoltà a chi usufruisce del liquido incolore ed insapore.Entrando nello specifico, alcuni comuni appartenenti alla regione Lazio sono diventati oggetto di attenzione da parte delle autorità competenti non solo per la pericolosità ai danni dei civili ma anche per l’impatto economico che ciò comporta per istituiti e attività. Il grado di questo elemento dalle terribili potenzialità cancerogene è divenuto eccessivo in quattro comuni situati tra le province di Roma e Latina. Continua a leggere

L’impatto della Brexit sull’UE

L’impatto della Brexit sull’UE
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Passerà ancora molto tempo prima di riuscire a comprendere quali effetti avrà la Brexit sull’Unione Europea. Una corretta analisi che consideri ogni sfaccettatura, economica, politica, monetaria e anche sociale potrà definirsi seria solo tra qualche anno. Al momento si possono analizzare comunque alcune situazioni, rimandando, perciò, a più tardi una visione più complessa e completa, così da coinvolgere sia le sfere economico-monetarie, che quelle politico-sociali.

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Centro Italia: Turismo in Tilt

Centro Italia Turismo in Tilt
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Ad un anno dal terremoto, il Centro Italia continua a scontare non solo i danni materiali del sisma, ma anche gli effetti collaterali, tra i quali il vero e proprio crollo del turismo.
Basta dare uno sguardo ai tanti agriturismi posizionati all’interno della zona interessata dal sisma, per notare la pratica assenza di visitatori, un dato che non è difficile collegare alla paura che possa ripetersi un evento di questo genere, come del resto ammettono gli stessi imprenditori del settore.

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Mobilità Sostenibile in Retromarcia

Mobilità Sostenibile in Retromarcia
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La mobilità sostenibile sembra ancora non essere riuscita a conquistare il cuore degli italiani. Se le istituzioni cercano di promuovere questo concetto con politiche ad hoc, i risultati sembrano ancora abbastanza scarsi, se solo si considerano i dati rilasciati dall’Istituto Superiore di Formazione e Ricerca per i Trasporti (ISFORT) nel suo recente report sulla mobilità 2016.
I nostri connazionali che hanno optato per mezzi di trasporto alternativi all’automobile, a partire dai mezzi pubblici, si attestano per ora poco sopra al 30%, con un calo che ha ormai toccato i quindici punti percentuali nel corso degli ultimi 15 anni.

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