Centro Italia: Turismo in Tilt

Centro Italia Turismo in Tilt
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Ad un anno dal terremoto, il Centro Italia continua a scontare non solo i danni materiali del sisma, ma anche gli effetti collaterali, tra i quali il vero e proprio crollo del turismo.
Basta dare uno sguardo ai tanti agriturismi posizionati all’interno della zona interessata dal sisma, per notare la pratica assenza di visitatori, un dato che non è difficile collegare alla paura che possa ripetersi un evento di questo genere, come del resto ammettono gli stessi imprenditori del settore.

Purtroppo lo stillicidio di piccole scosse di assestamento che ha caratterizzato i mesi successivi al terremoto, ha avuto una ricaduta pesantissima anche su un settore vitale come quello del turismo, convincendo stranieri e italiani a tenersi lontani non solo dalle zone realmente interessate dallo sciame sismico, ma anche da quelle che invece non ne sono state toccate.

 

I dati del crollo turistico

A spiegare l’entità della rovinosa caduta in termini di turisti nelle regioni interessate, ovvero Umbria e Marche, è Federturismo, che preconizza un meno trenta per cento anche a Orvieto, Perugia e Assisi, che pure non sono parte integrante del cratere sismico. Soltanto il mese di agosto ha fatto registrare dati che possono essere considerati quasi consueti, mentre il resto dell’anno è stato drammatico per le strutture turistiche, colpendo duramente un settore fondamentale per l’economia del Centro Italia.
Naturalmente a pesare è anche la mancanza di strutture in grado di ricevere gli eventuali turisti, come accade a Norcia, ove la ricostruzione procede molto a rilento. Ma non solo, se si pensa che negli alberghi della Valnerina e delle zone più prossime si è riversata una vera pioggia di disdette. La paura in effetti è tanta e a nulla vale ricordare ad esempio come Spoleto non sia stata minimamente interessata dall’evento. Tanto che gli alberghi hanno potuto parzialmente rifarsi soltanto ospitando le vittime del sisma, coloro che sono rimasti senza un tetto sotto il quale ripararsi.
Un quadro che del resto era stato anticipato da quanto accaduto a novembre del 2016, quando gli operatori turistici hanno iniziato a rivedere i propri piani, decidendo di disertare l’Umbria. Un andamento che desta ancora maggiore amarezza proprio considerando che il 2016 era stato un anno del tutto eccezionale per il turismo delle zone interessate, l’apice di un triennio che aveva visto il settore turistico in grande spolvero, soprattutto a Spoleto, che aveva potuto godere del traino di Don Matteo, la fiction che vede Terence Hill nei panni di un prete dotato di grandi doti investigative. Proprio sulla serie Rai puntano ora le organizzazioni che raggruppano gli operatori turistici e alberghieri della cittadina, per recuperare immagine in vista di una ripresa che si spera avvenga nel 2018.
L’unico dato che conforta è quello relativo al ritorno degli stranieri, con una fuga che sta gradualmente sgonfiandosi, tanto da indurre le istituzioni a guardare con una certa fiducia al prossimo futuro. Una fiducia corroborata anche da premi come quello al miglior albergo dell’anno ottenuto da Palazzo Seneca, un relais di Norcia, a testimonianza dell’eccellenza delle strutture umbre.