Mobilità Sostenibile in Retromarcia

Mobilità Sostenibile in Retromarcia
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La mobilità sostenibile sembra ancora non essere riuscita a conquistare il cuore degli italiani. Se le istituzioni cercano di promuovere questo concetto con politiche ad hoc, i risultati sembrano ancora abbastanza scarsi, se solo si considerano i dati rilasciati dall’Istituto Superiore di Formazione e Ricerca per i Trasporti (ISFORT) nel suo recente report sulla mobilità 2016.
I nostri connazionali che hanno optato per mezzi di trasporto alternativi all’automobile, a partire dai mezzi pubblici, si attestano per ora poco sopra al 30%, con un calo che ha ormai toccato i quindici punti percentuali nel corso degli ultimi 15 anni.

 

Il fascino dell’auto resta forte

Va del resto sottolineato come l’auto continui a esercitare un innegabile fascino agli occhi dei nostri compatrioti, tanto che il 68% continua a spostarsi usufruendo nella stragrande maggioranza del proprio automezzo. Un fascino che si è addirittura rafforzato nel tempo, facendo aumentare di circa 8 punti percentuali il dato relativo a coloro che preferiscono questo mezzo di trasporto, dal 2001 ad oggi. Neanche la crisi economica e la crescita del sentimento ecologista hanno potuto scalfire un dato che declina in maniera eloquente il sentimento degli italiani.
Per quanto concerne gli spostamenti ecologici, ovvero quelli in bicicletta o addirittura a piedi, la quota si assesta intorno al 20%. Ad influire su questo dato, che è in diminuzione, è stato in particolare il processo di dispersione urbana in atto, con il trasferimento di un largo numero di persone nell’hinterland delle città, tale da imporre viaggi in auto anche per ovviare alle problematiche del trasporto locale.
Un piccolo motivo di consolazione è peraltro arrivato proprio dal 2016, che ha fatto registrare un leggero arretramento per l’auto e una risalita della mobilità sostenibile. Si tratta però di una tendenza tale da non riuscire a colmare il passivo in tal senso rispetto al 2008, soprattutto nel dato relativo ai passeggeri che hanno optato per il mezzo pubblico.
I dati di ISFORT trovano poi autorevole avallo da parte di ISTAT, con l’istituto di statistica che a sua volta conferma come soltanto il 10% dei nostri connazionali si rechi al lavoro a piedi, contro il 70% che decide di mettersi al volante. Le regioni che fanno registrare un atteggiamento più ecofriendly in tal senso sono la Val d’Aosta, la Puglia, la Campania e il Trentino Alto Adige. In questo quadro spicca il dato relativo alla Liguria, ove circa il 20% dei cittadini utilizza il motorino per recarsi al posto di lavoro.
Dati che restano di difficile comprensione alla luce del fatto che i tempi impiegati per gli spostamenti da casa al posto di lavoro sono spesso abbastanza limitati, con circa il 40% del campione intervistato pronto a dichiarare tempi di percorrenza sotto i 15 minuti.